Caso Vannacci, Crosetto: “Le Forze armate non devono discutere di idee”.  E sull’incontro al ministero: “Era senza divisa, gli ho chiesto perché”

Crosetto Vannacci

Sono convinto che il sistema democratico si alimenta dal confronto delle idee, che anche se diverse devono confrontarsi, anche con vivacità e certe volte scontrandosi. Ma le istituzioni hanno un altro compito”. Le idee possono essere diverse ma i principi e i valori sono un’altra cosa. E soprattutto deve difenderli chi lo fa per lavoro e per scelta, in primis le Forze armate“.

Forze armate non devono discutere di idee

Così il ministro della Difesa Guido Crosetto ospite su Rai 3 di Monica Maggioni, nello studio di In mezz’ora: – “Questo è il luogo dove si discutono le idee, poi le istituzioni devono difendere principi e valori. Le idee possono essere diverse ma i principi e i valori sono un’altra cosa – continua il Ministro – e soprattutto deve difenderli chi lo fa per lavoro e per scelta, in primis le Forze armate”.

Una risposta indiretta all’ufficiale che, nel colloquio avvenuto nei giorni scorsi al ministero, ha comunicato di essere pronto a proseguire con le promozioni pubbliche del suo contestato libro ‘Il mondo al contrario’.

Del generale, protagonista delle polemiche estive per le esternazioni omofobe e razziste contenute nel saggio, Crosetto dice: “Per me il generale Vannacci è una delle 300mila persone che lavorano per le forze armate”. Poi racconta un aspetto del colloquio concesso su richiesta di Vannacci: “È arrivato vestito in abiti civili e gli ho detto: ‘scusi, come mai non ha la divisa?’. Lui mi ha risposto: ‘Mi hanno detto di non metterla i miei superiori perché oggi venivo da lei come se fosse una cosa privata e non mi hanno neanche dato il rimborso del treno’.

Gli ho detto che quando si chiede il rapporto al superiore gerarchico si rientra in servizio anche se momentaneamente non lo si è. Quindi doveva venire col foglio di viaggio del treno e vestito in divisa“.

Il ministro non si sbilancia però sul futuro politico di Vannacci. Aveva già aggirato una domanda esplicita che gli era stata posta poche ore prima sul palco della festa del Fatto Quotidiano: “Sarà nelle liste di FdI? Non ne ho idea.

Non mi occupo del futuro di Vannacci, mi occupo del futuro del Paese e delle forze armate. Vannacci ha chiesto di parlarmi, gli ho parlato, ho detto a lui quello che pensavo, ho ascoltato quello che lui doveva dirmi. Anche Giorgia Meloni ha cose più importanti di cui occuparsi che non il problema di Vannacci. Se ne è occupato il ministro della Difesa, non era il caso se ne occupasse il presidente del Consiglio”.

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